Tensegrità e transduzione meccano-chimica: un modello di regolazione del network umano in ambito PNEI

Tensegrità e transduzione meccano-chimica: un modello di regolazione del network umano in ambito PNEI

Tensegrità e transduzione meccano-chimica: un modello di regolazione del network umano in ambito PNEI

Nicola Barsotti – Osteopata D.O. M.R.O.I., fisioterapista, Socio SIPNEI Toscana, membro della commissione per lo studio delle terapie corporee della SIPNEI – Pnei Review

Sintesi a cura di Alessandro Bussei FT, DO MROI

Il modello tensegritivo nasce negli anni 90, modificando profondamente le concezioni fino ad ora avvalorate come il modello “Stonehenge” secondo il quale le ossa scaricano il proprio peso comprimendosi l’una contro l’altra e quello delle leve muscolari in base al quale i movimenti dei nostri segmenti scheletrici sono dati dalla contrazione dei muscoli. Stabilisce innanzitutto l’importanza della complessità strutturale del nostro corpo e dall’importante interazione della componente biologica con quella psicologica e sociale.

Questo modello definisce come il corpo sia in grado di rispondere efficacemente a sollecitazioni dinamiche da qualunque orientamento, indipendentemente dalle forze gravitazionali, inoltre esso viene a trovarsi in un costante stato di “pre-stress” anche in assenza di forze esterne raggiungendo la massima stabilità con il minor ingaggio di energia e massa possibile. Garantisce flessibilità e stabilità in modo non lineare, gli elementi di compressione esercitano forze verso l’esterno e quelli di tensione verso l’interno senza forze di attrito a livello articolare.

Le 206 ossa del nostro corpo vengono stabilizzate attraverso fasce, legamenti e muscoli che rappresentano la componente tensionale. La fascia profonda si divide in viscerofascia (avvolge e penetra dentro gli organi) e miofascia (avvolge e penetra dentro i muscoli) e la fascia superficiale, come una “muta” per subacquei, si estende dal piano sottodermico fino alla fascia muscolare composta da membrane orizzontali fini, separate da quantità variabili di grasso e connesse tra loro attraverso setti fibrosi da verticali ad obliqui fino verso l’interno del corpo grazie alla diffusione della fascia profonda.
Un esempio è il citoscheletro: i microtubuli sono in grado di resistere alle forze di compressione mentre i microfilamenti ed i filamenti intermedi sono i componenti elatici. Viene esercitata una tensione della membrana plasmatica verso il nucleo contrapposta con la forza tensiva della matrice extracellulare ed i microtubuli.

L’elemento chiave è una proteina detta integrina che ha modificato la visione della cellula: da una sacca liquida contenente vari organuli senza avere contatti anatomici con il proprio ambiente ad una concezione nuova con un suo specifico scheletro, in grado di percepire la gravità, lo shear stress dei liquidi e qualunque altra forza. Regola lo stress meccanico della cellula e attivano le segnalazioni intercellulari tramite kinasi che si trovano sotto forma di agglomerati compatti chiamati adesioni focali formando un link strutturale con l’actina del citoscheletro.

Il processo molto complesso di risposta della cellula agli stimoli meccanici viene detto transduzione meccano-chimica, dipende moltissimo dallo stato di salute dei vari tessuti e dai carichi meccanici rispondendo fino a livello cellulare. Questa influenza avviene ovunque nel nostro corpo: nei vasi sanguigni (vasodilatazione e vasocostrizione), nelle cellule dell’endotelio (cambi pressori), nelle arterie coronarie (shear stres spaziale che crea danno alle pareti formando placche arteriosclerotiche), nelle cellule epiteliali alveolari (stretch meccanico della respirazione), in seguito ad una ferita (regolando il comportamento dei fibroblasti) ed anche nelle infezioni della membrana cellulare (virus). Anche nei processi infiammatori, le cellule stimolate meccanicamente rilascino prostaglandine (mediatori flogistici) e i canali ionici possono essere meccanosensibili permettendo solo il passaggio di ioni secondo gradiente e possono cambiare configurazione passando da aperti a chiusi. In ambito patologico lo stesso discorso vale per malattie come la malaria (parassita che infetta i globuli rossi e altera in modo sottile la meccanica cellulare) e nella trasformazione delle cellule cancerogene in metastasi (che metastatizzano in regioni specifiche preferendo alcuni siti piuttosto che altri).

Il modello tensegritivo vede la struttura come un sistema gerarchico dal livello intracellulare fino all’organismo nella sua interezza. tutto l’insieme, integrato funzionalmente, è in continuo stato di pre-tensionamento, preparato in qualunque momento a muovere, proteggere, controllare, mobilitare e stbilizzare.

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