Osteopatia e Prematuri: un binomio che funziona

Osteopatia e Prematuri: un binomio che funziona

A Multicenter, Randomized, Controlled Trial of Osteopathic Manipulative Treatment on Preterms

Cerritelli et al 2015 PLoS ONE 10(5): e0127370. doi:10.1371/journal. pone.0127370

Sintesi e traduzione a cura di Giovanni Parravicini FT, DO MRoi


Introduzione

La nascita pretermine viene definita tale nel momento in cui il bambino nasce prima della 37^ settimana gestazionale e rappresenta una delle maggiori cause di morbilità neonatale. Gli effetti a lungo termine sono spesso associati a complicazioni fisiche, psicologiche ed anche a costi economici elevati per i servizi sanitari. In Europa la prevalenza dei nati pretermine si aggira tra il 5.8% ed il 6.7% di tutte le nascite. Questa statistica può essere suddivisa in accordo con l’età gestazionale: 5% prima della 28^ settimana (prematurità massima), il 15% tra la 28^ e la 31^ settimana (prematurità severa), il 20% tra la 32^- 34^ settimana (prematurità moderata) ed il 60% – 70% tra la 35^ – 37^ settimana (prematurità lieve).
La permanenza all’interno dell’ospedale (Lenght Of Stay – LOS) rappresenta uno dei maggiori outcomes per verificare l’efficacia degli interventi nelle terapie intensive neonatali (Neonatal Intensive Care Unit – NICU). Il LOS sembra essere associato all’età gestazionale ed al peso del bambino. L’istituto nazionale di sanità italiano ha riportato come il LOS possa variare da 4 a 135 giorni con un costo giornaliero che si aggira tra i 200 ed i 660 euro in relazione alle condizioni di salute del neonato. L’impatto economico dei prematuri sul sistema sanitario nazionale è molto più significativo rispetto ai nati a termine.
Le discipline complementari sono state utilizzate per trattare bambini prematuri. L’osteopatia rientra tra i trattamenti alternativi e complementari (CAM) ed attraverso un approccio manuale individua e tratta la disfunzione somatica. Pochi sono gli studi che hanno cercato di comprendere se l’OMT sia in grado di intervenire positivamente nella cura del prematuro.

Obbiettivo dello studio: capire se l’osteopatia sia in grado di ridurre il LOS in un campione di prematuri reclutati in 3 differenti NICU italiane.

Obbiettivi secondari: comprendere se l’OMT sia efficace nella riduzione dei costi sanitari e nell’incremento di peso giornaliero del bambino.


Materiali e metodi

Dal primo Luglio 2012 al 31 Agosto 2013 sono stati reclutati 695 neonati presenti in 3 NICU italiane con l’approvazione del comitato etico dell’ospedale di Macerata. I genitori e/o i tutori hanno fornito il consenso informato scritto.


Caratteristiche dei pazienti

Criteri d’inclusione:

– prematuri nati tra la 29^ e 37^ settimana gestazionale senza differenze di sesso, complicazioni congenite e con il consenso informato scritto;

Criteri d’esclusione:

– mancanza del consenso informato;
– presenza di malattie congenite o genetiche;
– presenza di neoplasie;
– anormalità neurologiche;
– anormalità cardiovascolari;
– anormalità urinarie;
– problematiche ematologiche;
– sospette necrosi enterocoliche o ostruzioni addominali;
– traumi alla nascita;
– necessità di interventi chirurgici;
– atelctasie;
– HIV;
– neonati di madre sieropositiva e/o tossico-dipendente;

La randomizzazione è stata eseguita 1:1 per i due gruppi di studio. Lo staff delle NICU non era a conoscenza del disegno dello studio e degli outcome previsti. Era inoltre ignaro dell’assegnazione dei pazienti fino a quando il neonato non veniva toccato. Solo gli osteopati erano cosapevoli dell’assegnazione del paziente al gruppo di controllo o sperimentale senza avere ruoli decisionali per la cura di base somministrata ai neonati.


Procedura osteopatica

Includeva valutazione strutturale seguita dal trattamento. La valutazione veniva svolta con il neonato sdraiato nell’incubatrice ricercando la disfunzione somatica. E’ stata eseguita una valutazione attenta del cranio, colonna, pelvi, addome, estremità inferiori e superiori. Il trattamento includeva tecniche manipolative atte a risolvere la disfunzione somatica. Le tecniche usate erano esclusivamente indirette, nello specifico release miofasciale e BLT. L’intera sessione durava 30 minuti, 10 minuti di valutazione e 20 di trattamento. Osteopati riconosciuti con esperienza in ambito pediatrico avevano eseguito le tecniche precedentemente descritte.

I neonati assegnati al gruppo di controllo hanno ricevuto solo i trattamenti di base e la valutazione strutturale osteopatica. Per mantenere in cieco lo staff delle NICU gli osteopati hanno tenuto le mani all’interno dell’incubatrice senza prendere contatto con il prematuro.
Nel gruppo sperimentale i prematuri hanno subito l’intervento osteopatico e le cure basi. Il trattamento osteopatico è stato svolto per l’intero periodo di ospedalizzazione 2 volte alla settimana.

Misure di outcome: in accordo con le linee guida internazionali sono richieste differenti condizioni fisiologiche per validare la dimissione dall’ospedale:

– generare calore per mantenere la temperatura corporea;
– suzione coordinata;
– deglutizione e respiro durante la nutrizione;
– pattern d‘incremento del peso;
– stabilità delle funzioni cardiorespiratorie;


Risultati

Outcome primario (LOS): l’ospedalizzazione media per il gruppo sperimentale ed il gruppo di controllo è stata rispettivamente di 13.8 e 17.5 (p<0.001). L’analisi multivariata ha mostrato come i neonati pretermine assegnati al gruppo di controllo abbiano ridotto il LOS di 4 giorni (-3.944; 95% CI -5.548; -2.341; p<0.001; effect size = 0.31) .
L’età gestazionale risultava associata alla riduzione del LOS (-1.581; 95% CI -2.091; -1.070; p<0.001) ed al peso del bambino alla nascita (-0.001; 95% CI -0.003; -0.0003; p = 0.02).

Outcome secondari: il costo medio per bambino nel gruppo di studio era di 6,277.28 euro per il gruppo sperimentale e 7,863.29 euro per il gruppo di controllo (95% CI 1,087.18 to 6,277.28; p<0.001). Considerando il campione completo l’uso del trattamento osteopatico ha permesso di risparmiare 550,348 euro (95% CI -5.548 to -2.341; p<0.001).
Non sono state riscontrate differenze significative tra peso del bambino ed omt.


Discussione

Questo RCT multicentrico ha evidenziato come l’OMT sia efficace nel ridurre i tempi di degenza in una popolazione di neonati pretermine. Vengono quindi confermati i risultati dei lavori precedenti inerenti ai tempi di degenza ed al rapporto costo-beneficio.
Le limitazioni del trial sono relative al campione selezionato, composto prevalentemente da neonati clinicamente stabili ed ai costi delle NICU derivanti da una forma di rimborso standardizzata.
Gli autori spiegano il risultato positivo attraverso basi biologiche: i prematuri presentano alti livelli d’infiammazione ed un incremento dell’attività del sistema nervoso autonomo. L’OMT sembra essere in grado di modulare la risposta infiammatoria attraverso il rilascio di citochine e producendo effetti parasimpatici. 

Questo studio può essere considerato come un esempio di successo della medicina integrata. Sono decadi che l’OMS incoraggia le collaborazioni multidisciplinari per migliorare la qualità della pratica clinica, questo significa includere all’interno del servizio sanitario tradizionale anche le medicine alternative e complementari.


Conclusioni

I risultati del trial accrescono l’evidenza che l’OMT sia efficace nel ridurre i tempi di ospedalizzazione dei prematuri e conseguentemente anche i costi di gestione. Questi risultati in associazione con i dati di lavori passati incoraggiano l’uso di un approccio integrato nella gestione del neonato prematuro.
Sono necessari ulteriori trial per validare l’efficacia dell’OMT in relazione a patologie specifiche. In aggiunta si potrebbero inserire studi prospettici con follow-up a lungo termine al fine di stabilire se i bambini sottoposti a trattamento osteopatico abbassino il rischio di sviluppare sequele neurologiche, disordini metabolici ed altre comorbidità relative alla nascita.

Full text

A Multicenter, Randomized, Controlled Trial of Osteopathic Manipulative Treatment on Preterms

 

 

 

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