Medicina Biotipologica e Trattamento Osteopatico – Perché è importante conoscere le diverse costituzioni corporee

Medicina Biotipologica e Trattamento Osteopatico – Perché è importante conoscere le diverse costituzioni corporee

Giovanni ParraviciniFisioterapista, DO MRoi

Il primo principio filosofico dell’osteopatia è rappresentato dall’unità di corpo, mente e spirito. Questo assioma è stato negli anni integrato e ampliato verso il concetto di unità della persona e quindi unicità dell’individuo in virtù della sua dotazione genetica, della sua storia personale, e della varietà di ambienti in cui quella storia personale è stata vissuta.

 

I. Korr asseriva:


“È ormai ampiamente riconosciuto (che sia dimostrato nella pratica o no) che ciò che funziona (o non funziona) nel corpo o nella mente ha ripercussioni reciproche. È per ragioni come queste che io preferisco parlare di «unità della persona» anziché di «unità del corpo», comunicando così l’idea della totale integrazione di umanità e individualità”1

Pertanto ogni persona possiede una propria precisa natura ma ciò nonostante è avvicinata a soggetti simili per affinità genetiche, culturali ed ambientali.


Allora cosa ci differenzia?

 

La forma o meglio la morfologia rappresenta la chiave per valutare con più precisione i pazienti e quindi formulare un’ipotesi diagnostica più corretta. Gli antichi greci per comprendere l’eziologia delle malattie utilizzavano la Teoria Umorale di Ippocrate: per cui esistono diversi biotipi a seconda del temperamento delle persone e lo squilibrio dei diversi umori (fluidi corporei) associati, determinavano la patologia. Nel corso degli anni lo studio delle diverse costituzioni del corpo è stato integrato con le moderne concezioni del campo dell’embriologia e dell’endocrinologia fino all’uso di marker antropometrici per determinare l’incidenza di nuove patologie.

 

morfotipi

 

La morfologia come branca della biologia studia un organismo vivente da un punto di vista di forma e funzione. Studiando il genere umano, l’anatomia enumera ed indaga la collocazione esatta delle componenti di un organismo mentre la morfologia computa le differenze significative dei rapporti esistenti tra le varie dimensioni del corpo e le motivazioni biologiche ed epigenetiche per cui queste variazioni presero “forma”2. Laddove l’anatomia indicherà diafisi e due epifisi, acetabolo e condili la morfologia vedrà che tale osso cresce di più in soggetti con particolari tratti genetici e come questa può modificare interamente la struttura anatomo-funzionale del corpo, il comportamento ed i rischi biomeccanici2.


La conoscenza delle biotipologie permette di identificare la morfologia di ogni individuo e quindi comprendere le possibili disfunzioni fisiche, biochimiche e comportamentali. Attraverso lo studio delle costituzioni sarà più semplice individuare la primarietà dei sintomi e scegliere l’approccio terapeutico migliore.

 

Bibliografia

  1. Korr I, Fondamenti di medicina osteopatica, 2003.
  2. Garoli A. http://www.anthroposnet.com
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