ESTREMISTI DELL’ALIMENTAZIONE

vegetariano-carnivoro

Sin dalle scuole elementari, ciò che ci viene insegnato è che l’essere umano è onnivoro. Non è propriamente vero, infatti il cucciolo d’uomo non cresce nutrendosi solo di insalata, la può digerire, ma non è sufficiente per sintetizzare ciò di cui necessita l’intero corpo; un animale onnivoro, per esempio, è il maiale, che cresce nutrendosi anche solo di erba.

La cattiva informazione ci sta portando a seguire dei modelli di dieta poco consoni all’essere umano, ma vediamo qualche concetto prima di entrare nello specifico.

 

Il primo punto da considerare è che lo stile di vita moderno ha reso l’uomo pigro, le comodità ci hanno resi ipocinetici (ipo=poco cinetico=movimento), i lavori che facciamo non sono più faticosi come un tempo, in proporzione le persone che fanno delle mansioni pesanti sono poche, e quelle persone hanno disturbi di tipo più ortopedico che metabolico, legati per lo più a traumi o a usura. I pazienti che hanno problemi metabolici, la maggior parte delle volte, sono persone che fanno lavori da scrivania e dicono di fare tanto movimento perché considerano fare i mestieri di casa come movimento allenante, come se tagliare il giardino, lavare il pavimento e fare il letto fossero attività che prevedono una grande preparazione atletica e sviluppino grandi capacità aerobica e di forza! Questo poco movimento quotidiano influisce negativamente sull’organismo dal punto di vista fisico, chimico, metabolico, endocrino, intellettivo, insomma su tutto l’essere umano, a livello sistemico.

Il corpo umano, non potendo prevedere il futuro, immagazzina energia e non la spreca, tant’è che i muscoli che non vengono utilizzati diventano ipotrofici per non consumare (basta pensare a quando dopo una frattura si toglie il gesso: i muscoli sono quasi inesistenti!), gli stessi sistemi di regolazione neurologica muscolare (capacità di sommazione e reclutamento) sono talmente raffinati che il nostro corpo è in grado di coordinare i movimenti utilizzando il minimo indispensabile dell’energia, per esempio per sollevare una penna non utilizza il massimo della forza, ma la forza necessaria. Quindi è normale che una macchina che dovrebbe consumare energia per mantenere un equilibrio e che, di fatto, ha un consumo troppo ridotto, accumula al suo interno nutrienti, che però, se in eccesso, possono creare danni all’organismo stesso.

 

Un altro dato da tenere in considerazione, è il fatto che sin da bambini, siamo diseducati a livello alimentare e vi sono dei veri e propri protocolli per lo svezzamento che però non tengono in considerazione lo stato momentaneo del neonato: chi ha detto che in un preciso memento è ora di inserire la frutta, gli omogeneizzati ecc…? Prendiamo come esempio gli altri animali: il cane, quando sta male mangia erba, chi glie lo ha insegnato? Nessuno. Chi decide per lui è il suo istinto, che attraverso i sensi di cui il cane dispone, in particolare olfatto e gusto, scatena delle reazioni biochimiche in grado di far capire al cane se quell’alimento va bene o no in quel preciso momento. Il neonato è fin da subito desensibilizzato nel seguire un istinto alimentare.

Vegetarians-vs.-Meat-eaters

Altra cosa da considerare è il fatto che i media sponsorizzano campagne a favore di certi prodotti per niente salutari, spacciati per dietetici, spesso contenenti nemici nascosti quali pesticidi, esaltatori, eccito-tossine, endotossine, additivi. Questo crea diseducazione alimentare e confusione, tanto che molte persone, decidono di non fidarsi e seguire dei regimi alimentari non sempre corretti e spesso estremi, per esempio vegetariani, vegani, crudisti e chi più ne ha più ne metta! Addirittura vi sono articoli su giornali importanti (che non cito volontariamente per evitare di diffondere cultura-spazzatura) che spingono a prendere certe decisioni dietetiche senza parere medico e assolutamente prive di logica. I ritrovamenti fossili hanno permesso di capire che gli uomini consumano carne da molto molto tempo. La carne contiene una grande varietà di elementi nutritivi che vedremo in seguito.

Si consideri, inoltre, che l’essere umano ha una composizione corporea ben precisa e sviluppata in centinaia di anni di storia, e questo la dice lunga su come si dovrebbe alimentare. Guardiamo i denti per esempio: l’uomo ha i canini, tipici degli animali carnivori, ma ha anche i molari, come gli erbivori. Nel suo stomaco, produce pepsina, insieme di enzimi solitamente sintetizzati in forma inattiva (sotto la denominazione di pepsinogeno) e costituiscono ad esempio i succhi gastrici secreti dalle ghiandole dello stomaco: la pepsina è il più importante tra gli enzimi digestivi e, attivata dall’acido cloridrico, attacca le proteine e le scompone negli amminoacidi. Detto ciò, come si può eliminare un alimento essenziale come le proteine animali?

Scrive l’EUFIC – European Food Information Council: “la carne è la maggiore fonte di ferro, in particolare più la carne è rossa maggiore è il suo contenuto in ferro.” Sebbene il ferro si trovi in molti alimenti, la carne e il pesce rappresentano l’unica fonte di ferro del gruppo eme. Questo tipo di ferro viene assorbito dal corpo molto più facilmente di quello contenuto in verdure e cereali. Il ferro è indispensabile per produrre dei globuli rossi sani per il trasporto dell’ossigeno dall’emoglobina a tutte le parti del nostro corpo, inclusi cervello e muscoli. Una mancanza di ferro può causare stanchezza, difficoltà di concentrazione e una minore resistenza alle malattie. A tutt’oggi è una delle più comuni carenze alimentari in Europa, ma consumando con regolarità la carne si può prevenire la carenza di ferro. Come per il ferro-eme, lo zinco contenuto nella carne è molto più facilmente assorbibile rispetto a quello contenuto nei vegetali, pertanto la carne è una fonte significativa di questi minerali e la più diffusa in Europa. Lo zinco è necessario per la crescita e la riproduzione e per combattere le infezioni.

La carne è anche un’importante fonte di selenio. Il selenio contenuto nel suolo determina la quantità che viene assunta dagli animali con il loro pasto e di conseguenza il suo contenuto nella carne. Nel nostro organismo alcune proteine che contengono il selenio svolgono importanti funzioni antiossidanti per difendere e riparare il DNA.

La Vitamina B12! La carne contiene diverse vitamine del gruppo B, ma la vitamina B12 è particolarmente importante e si può trovare solamente, in modo naturale negli alimenti di origine animale (es. Carne, latte, prodotti lattiero-caseari, uova e pesce). La vitamina B12 è fondamentale per la costituzione del materiale genetico, il DNA, inoltre rientra in numerose funzioni dell’organismo, tra cui la produzione di globuli rossi e il corretto funzionamento del sistema nervoso (infatti viene prescritta dai medici in casi di disturbi del sistema nervoso, comprese ernie la disco con effetto compressivo sulla radice nervosa). La carenza di questa vitamina, che può causare disfunzioni neurologiche, sta aumentando nella popolazione anziana sia per un minore assorbimento sia per un’assunzione inadeguata.

Grassi: il grasso contenuto nella carne è un’importante fonte di energia, di vitamine liposolubili e di acidi grassi essenziali. I grassi che si trovano nella carne sono quasi equamente suddivisi tra saturi e monoinsaturi, sono invece pochissimi i grassi polinsaturi; questi sono più concentrati negli animali allevati al pascolo o con diete particolari, rispetto a quelli alimentati con l’alimentazione tradizionale. Il contenuto totale di grassi nella carne è diminuito durante gli anni grazie ai cambiamenti nell’allevamento, nell’alimentazione degli animali e alla rifilatura delle carni prima e dopo l’acquisto. L’utilizzo di metodi di cottura con pochi grassi, come la griglia, contribuisce alla riduzione dei grassi totali. Grazie alla rifilatura del grasso e al consumo di carni magre (come il pollame senza pelle) si assumono basse quantità di grassi saturi, in particolare alcuni tagli ne contengono meno del 10%. [1]

 

 

Un elemento invece contenuto nei vegetali, che spesso si riscontra essere in deficit per problemi di assimilazione in seguito a problematiche di intolleranze alimentari, è la Vitamina K. Le diverse forme della vitamina K, infatti, vengono assorbite in tratti differenti dell’intestino che se presenta disfunzioni, infiammazioni o alterazioni della flora batterica, spesso provoca deficit di assorbimento delle sostanze nutritive.

La vitamina K1 viene assorbita a livello dell’ileo con un meccanismo energia-dipendente mentre i menachinoni (vitamina K2) pare che vengano assorbiti nel colon. In entrambi i casi il corretto assorbimento dipende dalla normalità delle funzioni biliare e pancreatica e viene favorito dalla presenza di grassi. Dopo l’assorbimento la  vitamina K entra a far parte dei  chilomicroni e trasportata al fegato, dove viene trasferita alle VLDL e poi alle LDL che la trasportano ai tessuti. Questa vitamina è fondamentale non solo per la coagulazione, come è noto, ma anche per il mantenimento e il trasporto del calcio alle ossa e inoltre le ultime ricerche hanno dimostrato come una dieta ricca di vitamina K cambia sensibilmente lo stato di salute dei pazienti diabetici, in quanto il ruolo benefico della supplementazione di vitamina K migliora la sensibilità all’insulina e la tolleranza al glucosio, prevenendo l’insulino-resistenza, e riducendo il rischio di diabete di tipo 2 (T2 D).[2]

 

 

I pazienti che assumono per necessità Coumadin, che è un anticoagulante che inibisce la vitamina K, possono più facilmente andare in contro a deficit osseo, osteopenia e osteoporosi.

Come accennato la vitamina K è contenuta nella verdura, in particolare in spinaci, carote, fagiolini, asparagi, broccoli, cavoli, piselli, cavolini di Bruxelles.

Come riportato nel British Medical Journal (336(7638):226-7) “in presenza di determinati stimoli, nella muscolatura vascolare liscia può verificarsi una deviazione   in direzione di cellule di natura ossea e in presenza di elevate quantità di calcio, queste possono provocare calcificazione vascolare”, senza contare che può accumularsi anche nei tendini, provocando calcificazioni tendinee e infiammazioni. Per avere un buon equilibrio e per far andare quindi il calcio nel posto giusto è necessario anche fare in modo che la propria dieta contenga molti alimenti ricchi di vitamina K. Inoltre, il calcio, è un minerale che per mantenersi in soluzione deve rimanere in ambiente con pH acido, quindi, attenzione alle diete alcalinizzanti, perché su alcuni tipi di persone spesso sono controproducenti e possono provocare alterazioni del metabolismo del calcio che si accumula nelle arterie provocando trombi. Tra le varie tipologie di alimenti quelle che acidificano il pH sono ancora una volta le proteine, troppo spesso accusate di essere nocive.

 

Per concludere, le mode dietetiche del nuovo millennio sono causate dalla poca fiducia e dalla  diffusione di pubblicità negativa e culturalmente poco illuminata. Le diete estreme sono sempre dannose, l’equilibrio alimentare garantisce la sopravvivenza e uno stato di buona salute dell’organismo. Di sicuro l’essere umano è una specie che si è sviluppata e diffusa più delle altre grazie alla sua astuzia e intelligenza superiore agli altri animali; questo sviluppo spropositato ha creato una situazione poco naturale, in cui non vi è cibo a sufficienza per tutti, senza considerare gli sprechi dei paesi più industrializzati, come ha dimostrato Expo Milano 2015. Addirittura, vi sono trasmissioni che stanno iniziando a “educarci” a mangiare gli insetti, proprio perché andremo in contro a carenze alimentari proteiche, barrette iperproteiche a base di insetti, pazzi scatenati che si lanciano in sfide di sopravvivenza assurde e trovano negli insetti fonti inesauribili di sostanze utili all’uomo… sarà, ma nulla è meglio di una bella fiorentina che si scioglie in bocca!

 

Matteo Ghiringhelli D.O.

 

 

[1] http://www.eufic.org/article/it/artid/carne-grande-valore-piccola-quantita/

[2] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27133809


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