Alimentazione e intolleranze: disinformazione e nuovi studi.

intolleranze

Oggi sempre più persone risultano intolleranti ad alimenti che hanno sempre mangiato, perché?

 

Sicuramente c’è un fatto importante da tenere in considerazione: rispetto a qualche anno fa le intolleranze alimentari sono più conosciute e sempre più persone fanno test per capire a quali alimenti possono risultare più sensibili e sviluppare così una tossicità. Fino agli anni ’90 pochissime persone facevano test per le intolleranze alimentari. Ma perché sempre più persone hanno la necessità di fare questi test?

 

Negli ultimi 10 anni, per esempio, è incrementato in modo esponenziale il numero di persone intolleranti al glutine, contenuto in alimenti che l’uomo da sempre mangia: siamo sicuri che sia veramente il glutine la causa del problema? Altri, per paura di cancro eliminano la carne, ma siamo sicuri che sia la carne l’origine del problema?

Studi di seguito riportati dimostrano che non è proprio così. I veri problemi degli ultimi 10 anni sono da un lato le industrie chimiche, in grande ascesa, sempre più ricche e che collaborano sempre più con le aziende alimentari per la produzione del cibo, e dall’altro lato la nostra disinformazione a riguardo degli alimenti con consegue malnutrizione e utilizzo di metodi di cottura errati. Infatti il glutine non è il vero problema, la reale causa chimica è il Roundup, un diserbante specificamente concepito da una multinazionale per essere usato in abbondanza coi suoi semi geneticamente modificati per resistere al diserbante stesso che elimina le piante infestanti e le erbacce. [1]

Questo diserbante viene impiegato soprattutto per aumentare la produttività delle coltivazioni di frumento, permettendo anche la raccolta del chicco non ancora maturo e umido che non si stacca facilmente dalla spiga (ritardo di sviluppo dovuto ai normali tempi diversi di maturazione del grano nella stessa piantagione): da qui si ottiene un alimento molto presente sulle nostre tavole, cioè la farina. Questo tipo di prodotto industriale non ha quasi più niente di naturale è stato privato di due parti fondamentali del seme del grano: la crusca all’esterno ed il germe all’interno (l’embrione). La perdita di queste componenti, associata alle profonde trasformazioni genetiche sfruttate per rendere più resistente questo cereale alle condizioni climatico-ambientali, ha dato come risultato un profondo impoverimento, a livello di sostanze nutritive, dei cibi che ne derivano. Inoltre la farina di grano raffinata è il combustibile che alimenta le infezioni e gli alti livelli di zucchero nel sangue creando un terreno fertile per batteri dannosi ed un conseguente indebolimento del sistema immunitario. Una dieta basata principalmente su questo prodotto è la causa principale di malnutrizione, costipazione, stanchezza e numerose malattie croniche come il diabete. [2]

Altro fattore che incide negativamente è il metodo di cottura dei cibi: per esempio ad alte temperature tutti i cibi, farinacei e proteici, producono un composto chimico chiamato “acrilamide”. I processi di cottura con temperature di almeno 120°C, la tostatura, la frittura, la cottura al forno e alla griglia e le lavorazioni industriali possono facilmente per reazione di Maillard creare questo composto. Gli alimenti cotti a rischio sono i prodotti come le patate fritte o arrosto, il caffè, prodotti da forno e frutta secca. Gli studi sugli animali hanno dimostrato che l’acrilammide e la glicidammide (suo sottoprodotto metabolico) hanno caratteristiche genotossiche e cancerogene in grado di ledere il DNA e provocare mutazioni e certe forme di tumore.[3]

frumento

Ma facciamo un passo indietro. Innanzi tutto, quali problemi può provocare un’intolleranza alimentare?

Clinicamente, i segni sono svariati: gonfiore addominale, stipsi, nausee, cefalee, sonnolenza post-prandiale, infiammazioni croniche sistemiche, parestesie alle estremità, senso di sbandamento, alcuni tipi di vertigini, incapacità di concentrazione, senso di stanchezza cronica, deficit immunitario con facile predisposizione ad ammalarsi.

Sempre più pazienti si presentano nei nostri studi con questi sintomi e spesso una buona anamnesi può farci capire che il problema di tanti disturbi è legato a un fattore tossicità, cioè un’alterazione delle concentrazioni delle sostanze contenute nei liquidi del nostro corpo, con conseguente variazione del pH, e impossibilità da parte dei sistemi corporei di espellere le sostanze tossiche che provocano questa interferenza.

 

Ma perché avviene questo?

 

Questo succede in seguito ad un costante e quotidiano inserimento di elementi tossici nel nostro corpo che provocano un sovraccarico di lavoro da parte di tutti i sistemi di regolazione dell’organismo ed in particolare del Sistema Nervoso Autonomo e del Sistema Gastroenterico.

 

Infatti le risposte ad uno stress chimico sono le stesse di qualsiasi altro tipologia di stress: il prof. Bottaccioli con la PNEI – PsicoNeuroEndocrinoImmunologia le spiega molto bene nel suo libro e le illustrerà al prossimo CORSO PER OSTEOPATI, MEDICI E FISIOTERAPISTI organizzato dalla F.O.B.

Il sistema immunitario è indebolito dallo stress per la secrezione di ormoni come cortisolo e adrenalina, che agiscono abbassando la risposta immunitaria. Il problema insorge quando lo stress non diminuisce e continuando a introdurre elementi chimici dannosi per il corpo questo subisce uno squilibrio costante (che tra l’altro si somma agli altri stress quotidiani sia di tipo fisico che mentale) aumentando il circuito di attivazione degli ormoni dello stress e indebolendo il Sistema Immunitario.

Quindi se vi sono alimenti che per un organismo sono tossici, la continua assunzione di questi attiva questo circolo vizioso, provocando un sovraccarico organico in particolare di stomaco, intestino e fegato, organi direttamente interessati nella digestione. Inoltre gli ormoni dello stress sono agonisti dell’insulina, necessaria per richiamare zuccheri per la risposta combattimanto-fuga: l’aumento della produzione di insulina favorisce il deposito di grasso, il passaggio ad un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati, che possono portare a malattie cardiache. Nel tempo il pancreas diventa così carico di lavoro finché la produzione di insulina si blocca e ipoglicemia (poco zucchero nel sangue) o diabete si manifestano.

Non è un caso che il diabete sia una delle malattie più diffuse negli ultimi decenni. Ci sono bambini che nascono già diabetici negli Usa a causa degli errori alimentari dei loro genitori e, facendo riferimento a quanto detto prima della dieta, non è così strano se in Italia ogni anno i malati di celiachia e gli intolleranti al glutine (presente nel frumento) aumentano del 10% visto che, nonostante esistano moltissime tipologie di farine (segale, farro, saraceno, mais, riso, …), quella di frumento (la classica farina 00 di grano) è “l’unica” utilizzata.

Un corretto approccio clinico può captare queste problematiche e permette di agire tempestivamente per prevenire malattie gravi e sindromi difficilmente guaribili che casi eccessivi riguardano mutazioni cellulari, cancro e problematiche endocrine.

 

 

Matteo Ghiringhelli D.O.

 

 

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE

  • Osteopatia come medicina di terreno – Fornari, Garoli, Gozzi, Guizzardi, Martini, Matassoni – PICCIN, 2014.
  • I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata – Bottaccioli – RED Edizioni, 1995.

 

[1] http://www.anthroposnet.com/it/13-alimentazione/149-ma-quale-celiachia-chiamatela-roundup

[2] http://www.anthroposnet.com/it/13-alimentazione/78-la-sconvolgente-verita-sulla-raffinazione-della-farina-bianca-quella-che-usiamo-quotidianamente

[3] http://www.anthroposnet.com/it/13-alimentazione/267-acrilammide-rischi-per-la-salute-pubblica


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